Personal Branding Canvas: come creare la mappa del tuo brand | Isabella Ratti

Crea la mappa del tuo brand con il Personal Branding Canvas

Ecco come compilare lo schema del Personal branding canvas

Se mi segui spesso sai che uno dei miei mantra è “Tu sei il tuo brand”. Per un professionista è fondamentale curare la propria immagine perché è un po’ come il packaging di un prodotto: tu compreresti un articolo che non ha una bella confezione, che non si presenta con le giuste parole e il miglior design? Sono certa di no. Perché a primo impatto è l’occhio a guidare le nostre scelte, soprattutto quando l’offerta di prodotti apparentemente uguali è ampia e non c’è tempo di verificare uno ad uno qual è il migliore.

Questo vale per i prodotti ma anche per le persone.

La tua immagine deve rappresentare nel modo migliore il tuo valore più grande: la tua professionalità. Chi si imbatte nel tuo profilo (su LinkedIn, nel box autore di un blog post o nel programma di un evento di settore) deve riconoscere in te certi valori e una filosofia di vita che corrispondono ai suoi o a quelli che considera cruciali per un professionista come te. Solo  in questo modo, ossia se si verifica questa corrispondenza, un potenziale cliente deciderà di contattarti per lavorare con te o un recruiter ti offrirà un lavoro in un’azienda.

Personal branding: trasmetti il tuo valore come professionista

Fare Personal branding significa definire e rendere evidente a tutti la ragione per cui una persona dovrebbe sceglierti come partner di lavoro o come persona di fiducia a cui affidare un progetto. Questa ragione è il tuo valore come professionista.

Trova il tuo valore aggiunto come professionista

Ma tu hai chiaro il motivo per cui, professionalmente parlando, potresti essere la risposta alle esigenze di qualcuno? A volte infatti è davvero difficile avere una visione chiara e completa di chi siamo, cosa facciamo e qual è la nostra offerta. Sai chi sei (un consulente, un grafico, un personal shopper, etc…) ma sapresti definire qual è il valore aggiunto che ti rende unico rispetto a tutti i tuoi competitor?

L’elemento che fa la differenza è facile da trovare se sai dove cercarlo. Il tuo valore aggiunto è già dentro di te e oggi vedrai come renderlo molto, molto concreto. Oggi parliamo di Business model applicati al Personal branding e di strumenti che rappresentano graficamente chi sei e cosa offri per chiarirti le idee e renderle più facili da assimilare a chi potrebbe avere bisogno di te.

CANVAS: UN MODELLO VISUALE PER IL PERSONAL BRANDING

Per essere incisivo, tu per primo devi avere ben chiara la tua identità, le tue competenze e l’elemento differenziale che ti caratterizza. Un modello grafico ti permette di visualizzare tutte le informazioni più rilevanti per creare un brand personale d’effetto e comunicarlo in modo efficace alle persone giuste.

I tre modelli di riferimento nella rappresentazione grafica del Personal branding sono:

  • il Business Model Canvas di Alexander Osterwalder
  • il Business Model You di Tim Clark
  • il Personal Branding Canvas dell’italiano Luigi Centenaro

A partire dal primo modello, nato dall’idea di creare una mappa con cui rappresentare un business, fino all’ultimo, quello di Centenaro, che adatta il template alla dimensione individuale, c’è un’evoluzione significativa nel modo di intendere il brand personale. Non solo: diventa fondamentale, per un professionista che vuole avere successo, individuare la propria promessa di valore: ciò che lo rende unico e lo deve mettere in evidenza rispetto alla concorrenza.

Il Personal Branding Canvas ideato da Luigi Centenaro è uno strumento che permette ai professionisti di pensare in maniera strategica al proprio brand. La rappresentazione grafica ne semplifica gli elementi più importanti e li rende più facili da analizzare, non solo singolarmente ma anche globalmente, in relazione con tutti gli altri fattori che possono influenzarlo. In questo modo risulta più semplice individuare il proprio valore aggiunto e creare la giusta strategia con cui comunicarlo.

Il Personal Branding Canvas è uno schema pratico da usare e da consultare perché si sviluppa su una pagina ed è organizzato in 4 sezioni e 11 blocchi. Per ogni blocco ci sono domande strategiche a cui rispondere che offrono spunti utili su cui riflettere. Il trucco per sfruttare appieno questo metodo è dare risposte chiare, sintetiche e sincere. Centenaro consiglia di usare dei post-it per rendere tutto più pratico e visuale – inoltre questa è una buona soluzione perché si possono spostare i foglietti da un blocco all’altro se ci si rende conto di essersi sbagliati.

Consigli per compilare il tuo Personal Branding Canvas

Luigi Centenaro, ideatore del business model italiano per il brand personale, mette a disposizione gratuitamente sul suo sito il pdf del Personal Branding Canvas. Una volta scaricato dovrai stamparlo – possibilmente in A1, come suggerisce lo stesso Centenaro – e compilarlo con le tue analisi. Non è un lavoro semplice o rapido, ma posso assicurarti che ne varrà la pena!

Vediamo insieme le 4 sezioni del Personal Branding Canvas di Centenaro e come riempire tutti i blocchi con informazioni significative.

1. La tua identità: chi sei, cosa fai, cosa sai fare e come puoi dimostrarlo

In questa prima sezione ci sono 5 blocchi:

  1. Identità
  2. Competenze
  3. Professione e Arena
  4. Ragioni per credere
  5. Promessa

Qui devi delineare in modo preciso e quanto più oggettivo possibile la tua personalità, il tuo modo di relazionarti con le persone, i tuoi ideali, le tue passioni, i tuoi interessi. È qui che devi analizzare le esperienze che ti hanno reso la persona e il professionista che sei oggi e arrivare a capire qual è la ragione per cui fai quello che fai. Metti nero su bianco le cose che sai fare e tutto ciò che testimonia le tue capacità (dagli attestati, al portfolio, fino ai numeri sui social e i commenti positivi rilasciati da colleghi o partner di lavoro).

Questa è una sezione fondamentale perché ti permette di analizzare il passato, il presente e il futuro. E ti obbliga a porti una domanda apparentemente banale ma in realtà importantissima: perché fai quello che fai? Cercare la risposta ti metterà davanti alle cose che contano davvero per te e questo potrebbe cambiare non solo il tuo approccio al tuo lavoro ma anche la tua vita.

Al termine di quest’analisi sarai molto più consapevole del tuo percorso e di te stesso come professionista e questo ti aiuterà a comunicare meglio il tuo valore aggiunto.

2. Il tuo pubblico di riferimento: a chi parli e chi vuoi convincere

Nella seconda sezione del Personal Branding Canvas ideato da Luigi Centenaro, si analizza la controparte di ogni strategia di comunicazione: il ricevente o destinatario del messaggio. Qui devi delineare chi sono le persone a cui parli, quelle a cui vuoi che il tuo valore appaia in modo cristallino. Pensa al tuo pubblico target (clienti potenziali, datori di lavoro, HR manager, etc…) ma anche a quelli che possono fare da intermediari, ossia parlare positivamente di te (follower sui social, influencer, opinione pubblica, etc…). Ecco quindi che dovrai tenere in considerazione anche tutti i luoghi virtuali come i social media e le loro dinamiche: individua forum, community, profili importanti da tenere sotto controllo.

3. La tua strategia per comunicare il tuo valore

In questa terza sezione si comincia a concretizzare la strategia di personal branding, stabilendo dei punti fermi:

  1. Concorrenti
  2. Posizionamento
  3. Comunicazione

Entrano in gioco i competitor reali perché devi identificare cosa ti differenzia da loro e cosa potrebbe renderti unico agli occhi del tuo pubblico target. Devi riflettere sul tuo posizionamento: perché qualcuno dovrebbe scegliere proprio te? Per rispondere rifletti sui tuoi valori professionali, sul modo in cui ti approcci al tuo lavoro, sulle tue competenze o sulle tue risorse. Devi trovare un elemento in grado di colpire al cuore il destinatario della tua strategia di comunicazione, che gli faccia dire “È con lui che voglio lavorare!”.

Mi viene in mente l’esempio dello chef Davide Oldani che, per risaltare in un mercato saturo di guru della cucina e ambasciatori della cultura culinaria italiana, si è inventato la cucina pop. Oldani non ha scoperto niente di nuovo – cucinare pop significa semplicemente valorizzare al massimo i sapori delle materie prime che si usano – ma lavorando sul posizionamento è riuscito a differenziarsi dai competitor e mettersi così in risalto. E ora è il cuoco pop.

Davide Oldani, esempio di strategia di personal branding di successo

E arriviamo alla strategia di comunicazione, perché trovare l’elemento che ti distingua dalla folla non basta se poi non lo comunichi e non lo rendi evidente. Qui trovi molti dei concetti che ho già approfondito in questo blog: l’importanza dell’immagine personale, della foto profilo, lo storytelling per il personal branding, il tono di voce, l’uso dei social, il networking.

Ti faccio un esempio che mi è molto caro perché l’ho vissuto in prima persona sulla mia pelle: io porto gli occhiali e questo potrebbe sembrare un difetto, un’imperfezione. Bene, io ho deciso di sfruttare questo dettaglio della mia immagine per rendere immediatamente riconoscibile il mio brand personale. I miei occhiali fanno parte del mio look, raccontano della mia passione per la moda e gli accessori, il mio gusto moderno dal sapore un po’ vintage. Anche questo è fare storytelling del proprio brand. Questo per dimostrarti che anche un dettaglio all’apparenza insignificante può fare la differenza e aiutarti a rimanere impresso nella mente delle persone.

Il ritorno sull’investimento: la tua strategia funziona?

L’ultima sezione del pdf del Personal Branding Canvas si completa analizzando:

  1. Investimenti
  2. Risultati

È arrivato il momento di essere pratici e capire cosa ti serve per mettere in atto la tua strategia di personal branding, ossia in cosa devi investire? Formazione, attività di marketing, consulenze con esperti, etc…

E se da una parte ci sono capitali che escono, dall’altra dovranno esserci capitali che rientrano: sono i tuoi risultati, ossia quello che ha fruttato la tua strategia di personal branding. I risultati possono essere diversi, dipendendo dai tuoi obiettivi e dalla fase strategica in cui ti trovi. In un determinato momento, infatti, un risultato importante può essere per te essere conosciuto nel tuo settore, in una fase successiva essere compreso e, a mano a mano che il tuo brand si afferma, punterai ad essere valorizzato, considerato, scelto, confermato e consigliato.

Ancora un esempio che viene dal mondo della cucina: lo chef Carlo Cracco. Cracco è uno che negli ultimi anni ha investito tantissimo sul proprio brand personale: ha partecipato a programmi televisivi, ha scritto libri, ha presenziato a eventi e rilasciato interviste.

Credi che il suo guadagno sia stato solo il cachet previsto per portare a termine le singole attività?

Decisamente no! Per Cracco questi sono stati investimenti che gli hanno permesso di rendere ancora più forte il suo brand personale, ottenendo come ritorno pubblicità per i suoi ristoranti e clienti disposti a pagare qualunque cifra per provare i suoi piatti.

La strategia di successo del brand personal di Cracco

Questo è avere una strategia efficace di personal branding!

Se non hai ben chiaro in che rapporto sono le risorse che investi e quelle che ricevi a cambio non saprai mai se la tua strategia sta funzionando o se va invece va modificata.

Ad esempio: partecipare gratuitamente ad eventi del tuo settore come speaker per farti conoscere ti aiuta davvero a trovare nuovi clienti o nuove collaborazioni? Se il tempo che investi si trasforma in contatti e contratti, sì; se invece all’orizzonte non si materializza alcun progetto e nemmeno riesci a importi come punto di riferimento nel tuo settore, probabilmente ti conviene abbandonare quest’attività perché non hai un ritorno sull’investimento significativo.

Conclusioni: perché usare il Personal Branding Canvas

Le persone scelgono di lavorare con te solo se percepiscono il tuo valore. Il problema è che molto spesso sei tu il primo a non avere ben chiaro quale esso sia. E allora come puoi sperare che qualcun altro lo intraveda? È in questa direzione che deve andare la tua strategia di personal branding: se vuoi avere successo devi rendere evidente il tuo valore aggiunto e comunicarlo in modo efficace. Il Personal Branding Canvas ideato da Luigi Centenaro è un ottimo strumento per trovare la tua promessa di valore e strutturare una strategia concreta per comunicarlo alle persone che ti interessano.

Allora, stai già compilando il tuo canvas?

Fammi sapere come va e se hai bisogno di aiuto per compilare i vari blocchi che descrivono il tuo brand e il settore in cui devi competere, scrivimi: sarò felice di darti una mano!

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Isabella Ratti

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